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Si ritrovarono in un Forum di due giorni fra Matera e Altamura molte imprese cerealicole, mugnai, pastai, ricercatori di grande livello, tecnici, operatori della comunicazione e molte associazioni e organizzazioni sociali di diverse proveniente.

In un confronto in quattro seminari fu prodotta la Carta in Difesa del Grano di Matera e Altamura che fissa dieci principi da cui ripartire per restituire valore sociale, etico, economico al ciclo grano-pane-pasta e propone un percorso dentro cui sviluppare il progetto per restituire dignità alla produzione del grano nei nostri territori garantendo certezze e diritti ai cittadini.

Dopo quella esperienza si sono sviluppate diverse iniziative nel corso dei due anni successivi: sono nati progetti ed esperienze di impresa (filiere, Organizzazioni di Produttori, progetti di territorio, marchi di prodotto, ecc.), si è sviluppato nel Paese un grande dibattito attorno alla crescente consapevolezza nella società di come sia strategico tutelare e garantire la produzione del grano legato ai nostri territori e sia urgente superare la logica del grano come commodities tanto cara alla speculazione di prezzo, è cresciuta la capacità organizzativa del movimento dei cerealicoltori e la loro consapevolezza della necessità di un progetto nuovo che li porti fuori dalla crisi.

Dal Movimento Riscatto è nato il Sicer (Sindacato Cerealicoltori) che costituisce oggi il salto organizzativo e di protagonismo verso forme  capaci rappresentare pienamente i cerealicoltori sulla base del principio semplice che il progetto nuovo (quello che restituisce dignità ai produttori e mette al centro i diritti dei cittadini) ha bisogno di una rappresentanza nuova lontana e diversa da quelle compromesse e fallimentari che hanno portato la cerealicoltura (come tutta l'agricoltura italiana) in una crisi rischiosissima e mortale regalando l'agroalimentare ad interessi speculativi nazionali e internazionali.

Non c'è un tempo per impegnarsi a produrre in maniera giusta, di difendere col lavoro quotidiano di tanti cerealicoltori la dignità dello stare sulla terra, di tanti trasformatori di produrre in maniera corretta e un'altro per chiedere a voce alta le regole e le scelte istituzionali e politiche che permettano alla nostra millenaria storia della cerealicoltura di continuare a garantire sicurezza per i cittadini e i territori e benessere economico e sociale.

Al contrario: serve un progetto nuovo che rimetta al centro il legame fra diritti sociali e ambientali e economia, sostenuto da una grande alleanza di interessi e servono soggetti nuovi e non compromessi che lo rappresentino.

Oggi, il Sicer, che sceglie di aderire alla Confederazione Italiana LiberiAgricoltori, ha compiuto un passaggio importante: quello di essere parte del processo di costruzione di una forte organizzazione degli agricoltori capace di interpretare il progetto e di sostenere la libertà, la responsabilità e l'autonomia dei cerealicoltori aiutandoli ad uscire dalla crisi. E' una scelta che sta già dando i suoi primi risultati: con LiberiAgricoltori avanziamo nella capacità di portare i bisogni dei cerealicoltori italiani potendo partecipare a pieno nei Tavoli Nazionali aperti presso il Ministero dell'Agricoltura e potendo, quindi, assolvere a una funzione piena di rappresentanza delle loro proposte e dei loro problemi.

Con questa scelta di campo, oggi chiamiamo tutte e tutti ad un salto nel percorso per definire il progetto nuovo per la Cerealicoltura italiana. Proponiamo la costituzione di uno spazio unitario in cui si ritrovino, garantendo pluralità e autonomia, le diverse esperienze in campo per la difesa del nostro grano, della pasta, del pane, delle nostre terre, delle imprese, dei diritti dei cittadini e della nostra cerealicoltura.

Ad Altamura, il pomeriggio dell' 8 novembre 2019 (dopo aver tenuto a Matera un incontro organizzativo del SiCer in preparazione dell'Assemblea Nazionale di LiberiAgricoltori) ci incontriamo nella Sede del Gal Terre di Murgia in Piazza della Resistenza 5 per dare vita al Comitato Promotore del Secondo Forum del Grano che vorremmo tenere entro Febbraio 2020.

Discuteremo del percorso ma anche dei temi da portare al Forum e delle iniziative per prepararlo. Vorremmo farne un grande appuntamento nazionale che chiami a raccolta le migliori energie tecniche, sociali e produttive, metta insieme i percorsi diversi e che rinomini i fondamenti del progetto nuovo a partire, per esempio, da chiarire cosa si intende per qualità quando si parla della filiera del grano, come si rimette al centro il rapporto fra cerealicoltura nei nostri territori e i processi virtuosi della trasformazione, come si coniugano i criteri dell'economia con quelli della salute, come si garantisce il reddito a chi lavora, un ruolo pieno della ricerca a fianco degli interessi del Paese, una funzione della trasformazione come compartecipe della capacità di dare valore alla storia millenaria e originalissima della nostra tradizione ed alle caratteristiche irripetibile dei nostri grani.

La Carta del Grano di Matera e Altamura è un punto di partenza che offriamo a questo percorso con l'obiettivo di articolarne, aggiornarne e rafforzarne i principi per assicurare certezze alle aziende agricole, a tutte le altre imprese impegnate nel ciclo, ai cittadini ed alle comunità un progetto coerente oltre e fuori la crisi imposta dalla speculazione di prezzo che ha trasformato i cereali in una commodity incontrollata.

Speriamo di avervi con noi il pomeriggio dell'8 novembre ad Altamura e di poter lavorare insieme per costruire il nuovo laboratorio comune e plurale in Difesa della nostra cerealicoltura, del nostro pane e della nostra pasta.

Matera e Altamura, 3 novembre 2019

Il Movimento Riscatto -  Altragricoltura - il Comitato direttivo del Sicer - le presidenze regionali di Puglia e Basilicata di Liberi Agricoltori

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